Protesi acustiche in Sardegna Sassari Alghero e Porto Torres

Come si cura

Nell’ultimo decennio ci sono stati importanti sviluppi nella conoscenza degli acufeni. In termini generali essi hanno favorito l’elaborazione di teorie clinicamente utili sulle cause dell’acufene, sulla disabilità associata a questo disturbo e sulle conseguenti modalità di trattamento. Il “modello neurofisiologico” dell’acufene elaborato dal prof. P. Jastreboff dell’Emory University di Atlanta USA, rappresenta la sintesi di tali conoscenze.
Ovviamente la strada da percorrere non è semplice ma se ci si rivolge ad un Centro specializzato dell’udito, la strada può risultare meno faticosa.
È infatti opportuno che il Centro abbia un approccio terapeutico multidisciplinare con il medico Otorinolaringoiatra, l’Audiometrista, l’Audioprotesista e la Logopedista indispensabili per effettuare il giusto inquadramento del paziente. Tutto questo per assegnare un trattamento abilitativo-riabilitativo di successo per ogni singolo paziente. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità di vita che in molti pazienti, purtroppo, è davvero compromessa.

Ciò che succede quindi, in molti casi di acufene irritante, è che si innesca una risposta condizionata (reazione) alla percezione dell’acufene (il suono evocato dall’attività elettrica di sottofondo delle cellule nervose uditive). Appena si innesca questa risposta condizionata nella parte subcosciente del cervello, tutto quello che tu pensi riguardo all’acufene in ogni momento (o quello che tu non pensi), è irrilevante rispetto alla reazione prodotta. È proprio la reazione all’acufene ad essere importante nell’instaurarsi del disturbo creato da esso stesso. Cioè l’instaurarsi dell’angoscia è proprio determinata dalla reazione all’acufene e quindi dall’insieme dei sentimenti spiacevoli (sistema limbico) e di aumento della tensione (sistema nervoso autonomo) ogni qual volta che si ha la percezione dell’acufene. Questo meccanismo viene graficamente illustrato dal modello neurofisiologico di Jastreboff.

La fonte dell’acufene potrebbe essere una attività elettrica neuronale nel sistema uditivo. I filtri subcoscienti di detezione si sintonizzano su questa attività sulla base del suo significato (in questo caso negativo). Si innesca quindi una risposta condizionata (sotto la linea tratteggiata). Il disturbo dato dall’acufene è dato unicamente dalla stimolazione del sistema libico e del sistema nervoso autonomo che sono fuori dal sistema uditivo. Nell’acufene persistente l’attività di questi due sistemi continua fino al momento in cui la risposta condizionata non viene riallenata o riappresa (Retraining).

Per una parte significativa della popolazione di pazienti affetti da acufene, le valutazioni fisiologiche o psichiatriche sono normali, prima dell’insorgere dell’acufene. Quindi per la maggioranza dei pazienti i sistemi nervosi uditivo, limbico e autonomo funzionano correttamente. L’acufene come problema si verifica dall’attivazione impropria dei sistemi nervosi limbico e autonomo rispetto all’attività dei neuroni correlata all’acufene, che ha origine nel sistema uditivo.

Capire i principi che regolano l’abituarsi a reagire a uno stimolo, e l’abituarsi alla sua percezione, è un punto importante. L’abituarsi alla reazione e alla percezione è un processo naturale. È una caratteristica cruciale della funzione del cervello necessaria, dovuta alla nostra incapacità di eseguire due compiti che richiedono contemporaneamente la nostra completa attenzione. Se veniamo costretti a controllare tutti gli stimoli sensoriali in ingresso, non saremmo in grado di espletare alcun compito. Per risolvere questo problema, il sistema nervoso centrale evidenzia e suddivide in categorie tutti gli stimoli a un livello subconscio. Se lo stimolo è nuovo e sconosciuto, viene passato ad un livello corticale più alto, dove viene percepito e valutato. Tuttavia, nel caso di uno stimolo al quale siamo già stati esposti, lo stimolo viene paragonato con schemi archiviati nella nostra memoria. Se lo stimolo è stato classificato come non importante e non richiede azione, viene bloccato al livello subconscio del percorso uditivo, non produce reazione alcuna né raggiunge il livello di consapevolezza. La reazione a questo stimolo e la sua percezione è diventata abitudine. Nella vita di ogni giorno, ci abituiamo alla maggior parte degli stimoli che ci circondano.

Ciò che succede quindi, in molti casi di acufene irritante, è che si innesca una risposta condizionata (reazione) alla percezione dell’acufene (il suono evocato dall’attività elettrica di sottofondo delle cellule nervose uditive). Appena si innesca questa risposta condizionata nella parte subcosciente del cervello, tutto quello che tu pensi riguardo all’acufene in ogni momento (o quello che tu non pensi), è irrilevante rispetto alla reazione prodotta. È proprio la reazione all’acufene ad essere importante nell’instaurarsi del disturbo creato da esso stesso. Cioè l’instaurarsi dell’angoscia è proprio determinata dalla reazione all’acufene e quindi dall’insieme dei sentimenti spiacevoli (sistema limbico) e di aumento della tensione (sistema nervoso autonomo) ogni qual volta che si ha la percezione dell’acufene. Questo meccanismo viene graficamente illustrato dal modello neurofisiologico di Jastreboff.

La fonte dell’acufene potrebbe essere una attività elettrica neuronale nel sistema uditivo. I filtri subcoscienti di detezione si sintonizzano su questa attività sulla base del suo significato (in questo caso negativo). Si innesca quindi una risposta condizionata (sotto la linea tratteggiata). Il disturbo dato dall’acufene è dato unicamente dalla stimolazione del sistema libico e del sistema nervoso autonomo che sono fuori dal sistema uditivo. Nell’acufene persistente l’attività di questi due sistemi continua fino al momento in cui la risposta condizionata non viene riallenata o riappresa (Retraining).

Per una parte significativa della popolazione di pazienti affetti da acufene, le valutazioni fisiologiche o psichiatriche sono normali, prima dell’insorgere dell’acufene. Quindi per la maggioranza dei pazienti i sistemi nervosi uditivo, limbico e autonomo funzionano correttamente. L’acufene come problema si verifica dall’attivazione impropria dei sistemi nervosi limbico e autonomo rispetto all’attività dei neuroni correlata all’acufene, che ha origine nel sistema uditivo.

Capire i principi che regolano l’abituarsi a reagire a uno stimolo, e l’abituarsi alla sua percezione, è un punto importante. L’abituarsi alla reazione e alla percezione è un processo naturale. È una caratteristica cruciale della funzione del cervello necessaria, dovuta alla nostra incapacità di eseguire due compiti che richiedono contemporaneamente la nostra completa attenzione. Se veniamo costretti a controllare tutti gli stimoli sensoriali in ingresso, non saremmo in grado di espletare alcun compito. Per risolvere questo problema, il sistema nervoso centrale evidenzia e suddivide in categorie tutti gli stimoli a un livello subconscio. Se lo stimolo è nuovo e sconosciuto, viene passato ad un livello corticale più alto, dove viene percepito e valutato. Tuttavia, nel caso di uno stimolo al quale siamo già stati esposti, lo stimolo viene paragonato con schemi archiviati nella nostra memoria. Se lo stimolo è stato classificato come non importante e non richiede azione, viene bloccato al livello subconscio del percorso uditivo, non produce reazione alcuna né raggiunge il livello di consapevolezza. La reazione a questo stimolo e la sua percezione è diventata abitudine. Nella vita di ogni giorno, ci abituiamo alla maggior parte degli stimoli che ci circondano.

Il trattamento finalizzato ad indurre l’abitudine è un approcio che si basa su un modello neurofisiologico dell’acufene ed è comunemente chiamato Terapia Riabilitativa per Acufeni, TRT (Tinnitus Retraining Therapy) messa a punto intorno alla metà degli anni ’80 dal prof. P. Jastreboff. L’obiettivo clinico della TRT è rimuovere la percezione dell’acufene dalla coscienza del paziente, per iniziare e facilitare il processo di abitudine. L’abitudine può avvenire solo con stimoli che non hanno forti associazioni negative (la paura preclude l’abitudine). Quando le associazioni negative vengono rimosse e l’acufene acquisisce un significato neutro, l’abitudine si instaura automaticamente facilitata da suoni ambientali. Le fasi che inducono l’abitudine sono il “counseling riabilitativo” che consiste in una seduta di apprendimento dei meccanismi neurofisiologici della TRT e la “terapia del suono”, che si effettua con diversi dispositivi sonori che hanno lo scopo di riprogrammare passivamente le reti neuronali della vie acustiche implicate nell’amplificazione dell’acufene. L’esito finale del trattamento è che l’acufene smette di avere un impatto negativo sulla vita del paziente.

Gli apparecchi tecnologici, come i generatori di rumore e gli apparecchi acustici, hanno lo scopo di aiutare ad evitare il silenzio. E’ normale per i sofferenti di acufene e iperacusia proteggere le loro orecchie e ricercare circostanze silenziose. La riprogrammazione comunque, richiede l’opposto, gli orecchi devono essere esposti continuamente all’intera banda delle frequenze udibili. Evitare il silenzio non significa sopportare i rumori intensi. E’ fondamentale avere un ambiente arricchito di suoni, oltre a quelli prodotti dai vari dispositivi. Evitare nel modo più assoluto l’utilizzo di tappi che rafforzano la sensibilità delle vie acustiche e di conseguenza l’acufene e l’iperacusia.

Lo stadio finale di questo processo è quello in cui lo stimolo non è più percepito e i neuroni della corteccia cerebrale ignorano tale segnale. La TRT permette di raggiungere questo obiettivo. Il processo di adattamento richiede tempi relativamente lunghi durante il quale l’acufene diventa gradualmente meno fastidioso. Nelle fasi successive del processo l’acufene scompare per lunghi periodi o diventa un elemento naturale del sottofondo sonoro quotidiano.

Comprensibilmente, la presenza di un difetto uditivo provoca anche una maggiore difficoltà di sopportazione dell’acufene. L’acufene ricorda costantemente ai malati il loro difetto uditivo e le sue conseguenze e rafforza il timore che il loro udito potrebbe ulteriormente peggiorare (spesso si considera erroneamente l’acufene come la causa della perdita uditiva). L’acufene è particolarmente angosciante per coloro che hanno una forte perdita dell’udito, che possono udire solo il loro tinnitus e non i suoni provenienti dall’esterno. Ma in questi casi, un buon programma di riabilitazione permette ai malati di affrontare il loro acufene.

“Sforzarsi per sentire” aumenta l’amplificazione dei segnali sonori nella parte subcosciente del cervello, e aumenta le possibilità che il segnale acufene venga colto. Ecco perché è così importante correggere ogni perdita uditiva significativa con una appropriata protesi acustica, come parte integrante di tutto il trattamento dell’acufene. Comunque una protesizzazione inefficace e non idonea condotta da persone non esperte nel campo acufeni può creare un peggioramento della sintomatologia, evenienza che capita spesso nella nostra esperienza.

Aspetti positivi:

  • nessun effetto collaterale
  • non crea danni
  • possono essere trattati sia l’acufene sia l’iperacusia
  • tutti i pazienti vi si adattano
  • efficacia oltre l’85%
  • usata solamente per un tempo limitato
  • altamente efficace per l’iperacusia
  • rimuove il fastidio e la percezione dell’acufene
  • non richiede visite frequenti
  • non interferisce con l’udito
  • nel 20% dei casi consente un blocco totale temporaneo della percezione dell’acufene
  • è basata su un modello scientifico

Aspetti negativi:

  • sono necessari dai 12 ai 18 mesi per completare la TRT
  • il personale addetto deve essere altamente formato in modo completo

“Sforzarsi per sentire” aumenta l’amplificazione dei segnali sonori nella parte subcosciente del cervello, e aumenta le possibilità che il segnale acufene venga colto. Ecco perché è così importante correggere ogni perdita uditiva significativa con una appropriata protesi acustica, come parte integrante di tutto il trattamento dell’acufene. Comunque una protesizzazione inefficace e non idonea condotta da persone non esperte nel campo acufeni può creare un peggioramento della sintomatologia, evenienza che capita spesso nella nostra esperienza.